Tratto da Antonio Infante “Ricerche storiche su Mercato Cilento”
Mercato Cilento riserva una festa grandiosa in onore di Maria SS. del Carmine, che
da secoli protegge questo piccolo borgo, meta antica di pellegrinaggi per salutare
questa bellissima immagine della Madonna. Attualmente la festa si svolge la domenica
successiva al 15 luglio, mentre anticamente si festeggiava il 16 luglio. La sua
festa, come in antico è seguita da numerosissimi fedeli, provenienti da tutti i
paesi del Cilento Antico. Molte persone offrono alla Vergine doni, tra i quali oggetti
di argento e di oro; e questo specialmente in passato per ringraziarla di particolari
grazie ricevute o per chiederne altre. Molti fedeli di paesi vicini si uniscono,
formando vere e proprie « compagnie », ossia pellegrinaggi che prima si spostavano
a piedi, ora con i pullmans, e portano alla Vergine la cosidetta « Cènta », consistente
nel collocare i ceri in particolari forme, come barche, portate sul capo da una
donna, seguita da tutta la «compagnia » che si ferma all'ingresso del paese, da
dove la banda musicale l'accompagna, sempre suonando, in chiesa. Il giorno della
festa, dalle prime ore del mattino, vengono celebrate messe votive fino alle ore
undici; poi la grande messa solenne, seguita da una marea di gente, che si conclude
intorno alle ore 12.00. Inizia con la grande processione con la statua della Madonna;
il pregevole quadro, da circa un decennio, non esce più perchè la luce del sole
potrebbe ulteriormente rovinarlo. La processione è seguita, come in passato, da
molta gente, accompagnata dalle numerose cente, preparate in bella forma proprio
per l'occasione dai fedeli e portate a turno. La sfilata religiosa viene accompgnata
per tutto il tragitto dalla banda musicale. Questo tragitto è lungo e si impiega
circa un paio di ore per percorrerlo, con inizio dalla chiesa, al Castagneto e ritorno.
La statua della Madonna del Carmine, ritornando in Chiesa, sosta per tradizione
ormai acquisita, davanti all'abitazione della famiglia Totoli e da quì la folla
che accompagna la processione può assistere allo sparo dei fuochi fatti brillare
in onore della SS. Vergine. Al passaggio della sacra Statua ognuno la fa fermare
davanti alla propria abitazione e per devozione appende sul manto una somma in danaro,
a seconda delle proprie possibilità. Appena la statua entra in chiesa, la gente
torna nelle proprie case per consumare in lieta compagnia di numerosi convitati,
un ricco pranzo, mentre altra gente venuta ad onorare la sacra immagine consuma
alle frescure dei boschi circostanti la sua colazione; per poi riprendere la via
del ritorno nei loro paesi. Molti comunque si fermano tutta la giornata per assistere
sino a tarda ora, al tradizionale concerto bandistico.